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Prosegue il calvario per i professionisti della Sanità Privata e delle RSA, nonostante gli impegni assunti al Ministero della Salute dalle parti datoriali AIOP e ARIS , nessuna convocazione, nessuna risposta è ancora pervenuta alle organizzazioni sindacali. Un silenzio assordante e grave che alimenta una frustrazione divenuta ormai insostenibile e che rappresenta una mancanza di rispetto verso chi lavora, oltre che nei confronti dei cittadini che usufruiscono dei servizi erogati.
Nonostante i contratti siano scaduti da 8 e 13 anni, i salari siano fermi, e i diritti bloccati, ogni giorno lavoratrici e lavoratori della Sanità Privata e delle RSA continuano a garantire un servizio pubblico essenziale, prendendosi cura delle persone più fragili.
Ulteriore fattore da non sottovalutare è il divario con la sanità pubblica diventato sempre più inaccettabile: fino a 500 euro in meno al mese per le stesse professionalità. Un disagio che, come la CISL FP sostiene da tempo, porta allo svuotamento le strutture, all’impoverimento del lavoro e emtte a rischio la qualità e la tenuta dei servizi.
A distanza di settimane dall’incontro istituzionale del 22 dicembre scorso al Ministero della Salute, non è ancora arrivata alcuna convocazione del tavolo di confronto annunciato. Un fatto grave, che smentisce gli impegni assunti davanti alle lavoratrici e ai lavoratori e alimenta una frustrazione ormai insostenibile. Necessario più che mai mettere fine alla mancanza di prospettiva per questi professionisti di rivalutazione salariale e di aggiornamento normativo.
È inaccettabile che, mentre per la sanità pubblica è imminente l’avvio della trattativa 2025–2027, chi svolge lo stesso ruolo nel privato accreditato resti ancora senza risposte.

CISL FP, in sintonia con le altre organizzazioni sindacali confederali, al fianco di lavoratrici e lavoratori, chiede con forza che Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni assumano un ruolo attivo e responsabile.
Serve che le istituzioni assumano subito un ruolo più incisivo anche nei confronti di AIOP e ARIS, che ricevono risorse pubbliche. L’accreditamento istituzionale deve essere vincolato all’applicazione e al rinnovo dei contratti collettivi sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative. Non sono più accettabili ambiguità o rimpalli di responsabilità. L’assenza di atti concreti e di una chiara volontà politica configura una grave mancanza di rispetto verso chi lavora e verso i cittadini.
Per questo abbiamo dichiarato lo stato di agitazione del personale della sanità privata e delle RSA riservandosi di attivare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie, comprese quelle più incisive, qualora non si proceda con urgenza alla convocazione del tavolo negoziale. Ribadendo al disponibilità al confronto, ma avvertendo di non poter tollerare ulteriori rinvii.


